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Tra rinnovati slanci e brusche frenate: quale nuovo corso per le rinnovabili?

Tra rinnovati slanci e brusche frenate: quale nuovo corso per le rinnovabili?” è il titolo del tradizionale workshop SAFE dedicato a fare un punto sull’evoluzione del mercato delle fonti rinnovabili, che si è tenuto presso l’Auditorium del GSE, il 13 luglio a Roma. Ad aprire i lavori è stato Raffaele Chiulli – Presidente, SAFE che ha evidenziato: «E’ necessario un confronto schietto e deciso tra aziende e istituzioni sul tema delle energie rinnovabili. Lo sviluppo delle rinnovabili è sempre più realtà caratterizzante il sistema energetico mondiale. Il 2016 è stato infatti un anno record in termini di nuova capacità installata da FER (161 GW), con una crescita del 9% rispetto al 2015, e questo trend è destinato a continuare anche nel futuro”. “L’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici del dicembre 2015 – ha continuato Chiulli – potrà dare nuovo impulso allo sviluppo dell’energia verde, ma il percorso è ormai tracciato e proseguirà a prescindere da obiettivi o incentivi».
Lo sviluppo delle rinnovabili è infatti una realtà sempre più consolidata e i dati e le previsioni dei principali centri studi e di ricerca internazionali concordano e rafforzano di anno in anno queste previsioni. Secondo dati IEA, nel 2014 le FER hanno coperto circa il 14% dei consumi finali (1.937 Mtep) e il 19% della generazione elettrica (5.383 TWh) e saliranno al 2040 a 3.456 Mtep in termini di consumi finali (19% del totale) e 14.270 TWh (37% del totale) in termini di produzione elettrica.
Questo trend mondiale sarà seguito anche in Europa, dove gli sfidanti obiettivi di sostenibilità al 2030 e 2050 stanno comportando il delinearsi di numerose misure volte a favorire la piena integrazione delle FER nel mercato e il mantenimento in sicurezza del sistema. Misure parzialmente riprese anche nel contesto italiano dalla recente bozza di Strategia Energetica Nazionale che, in tema di fonti rinnovabili, fissa un target al 2030 di sviluppo delle FER del 27% sui consumi finali lordi da raggiungere facendo evolvere i tradizionali meccanismi di supporto all’energia verde in politiche abilitanti atte a facilitarne la produzione (saranno incentivati in tal senso, tra l’altro, contratti a lungo termine per il fotovoltaico e si favorirà una revisione dell’iter autorizzativo per l’eolico, anche in ottica repowering).
La nuova stagione delle rinnovabili disegnata dalla SEN è stata anche oggetto dell’intervento di Diego Percopo, AD di EF Solare Italia che ha parlato di un futuro caratterizzato dalla «piena integrazione delle rinnovabili nel sistema elettrico, trainata dall’industrializzazione del settore e dall’evoluzione tecnologica e normativa».
Nuova stagione, quella che riguarderà le FER, che secondo Luca Barberis, Direttore Divisione Sviluppo Sostenibile di GSE, «non vedrà più l’antagonismo tra le fonti rinnovabili e quelle tradizionali perché il mondo è cambiato».
Che il settore abbia ormai acquisito una sua maturità lo rilevano anche le parole di Valerio Capizzi, Head of Corporate Clients Coverage di ING Bank Italy, che ha evidenziato l’interesse delle banche verso questo settore realizzato attraverso varie tipologie di finanziamento, inclusi i green bond. «La diffusione non è ancora capillare in Italia ma si tratta di uno strumento relativamente innovativo che consente di ampliare il portafoglio di investitori».
Non di sola nuova capacità vive e soprattutto vivrà il settore rinnovabili ma anche di una serie di servizi che ne consentano la gestione efficiente. È questo il compito di società come Vector Cuatro Group, come raccontato da Marco Cittadini, Head of Client Services, che ha contestualmente evidenziato il sempre maggiore interesse verso quei servizi che «consentono la realizzazione di un sistema integrato produzione da rinnovabili e consumo, in cui vincono stoccaggio elettrico e piattaforme digitali per l’ottimizzazione degli impianti».
Uno dei servizi a valore aggiunto in ottica di previsione della producibilità degli impianti, sia sul mercato primario che secondario, è quello relativo alle sempre più accurate previsioni metereologiche. Il loro valore diventa particolarmente rilevante se si pensa, come sottolineato da Raffaele Salerno, Direttore Generale di Centro Epson Meteo, che «il clima è un sistema dinamico e i cambiamenti climatici stanno avendo impatti sempre più accelerati e rilevanti sulla producibilità degli impianti e quindi sul business degli operatori».
In ottica di economia circolare Giancarlo Morandi, Presidente di COBAT, ha ricordato come, in maniera anticipatoria dei tempi, il consorzio abbia «già dal 2011 attivato la prima filiera per la raccolta dei moduli fotovoltaici da destinare quasi nella totalità, al recupero di materia. Si può così catturare appieno il valore intrinseco all’intero ciclo di vita degli impianti rinnovabili. Anche la crescita della modalità elettrica non potrà prescindere da una preventivo sviluppo di una filiera del recupero delle batterie».
Di mobilità elettrica ha parlato nelle conclusioni anche Guido Bortoni, Presidente di AEEGSI, ammonendo sulla necessità di evitare di ripetere gli errori compiuti nel corso del ciclo di investimenti per lo sviluppo del parco termoelettrico, iniziato nel 2001, quando non si è guardato al contributo delle FER. «Il sistema energetico è sempre più a trazione rinnovabile grazie soprattutto al settore elettrico. Promuovere le FER nel settore elettrico avrà un effetto pervasivo su quello dei trasporti e del calore».

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